QUALITA’ DELL’AMBIENTE E RISCHI PER LA SALUTE

Pensando, senza allarmismi, alla nostra casa oppure al nostro ambiente di lavoro, diventa possibile individuare non pochi fattori in grado di ridurre la qualità di vita al loro interno se non addirittura di comportare seri rischi per la nostra salute.

Computer, radiosveglie, presenza di linee elettriche ad alta tensione o di stazioni di trasformazione prossime a locali abitati (specie alla zona notte), distribuzione elettrica locale e domestica, eventuali componenti tossici di pitture, formaldeide, colle o altro, fibre isolanti, radioattività dei materiali da costruzione, eventuale presenza di radon (gas radioattivo proveniente dal terreno), polveri e secchezza dell’aria legati al sistema di riscaldamento, scarsa traspirabilità delle pareti a causa di isolanti o pitture poco permeabili all’aria, sono solo alcuni dei molteplici fattori, fino ad alcuni anni fa poco conosciuti ed ancora oggi sovente trascurati, che è possibile riscontrare negli edifici in cui viviamo.

Le patologie riscontrate, dovute ad esempio all’esposizione a campi elettromagnetici a varie frequenze, vanno dalle semplici cefalee, a disturbi del comportamento, del sonno, all’aumento dei rischi di leucemia sino ad anomalie a carico del DNA. Così il rischio maggiore in ambienti a forte concentrazione di radon è quello del tumore al polmone.

Anche la permanenza prolungata su zone di stress tellurico (di origine geologica, idrogeologica o di altra natura) può portare ad un deperimento generale dell’organismo umano (depressione psicofisica, stanchezza, ecc.) e quindi ad una esposizione più frequente alle malattie anche di origine autoimmune.

In conseguenza di questi pochi riferimenti, la cui attendibilità deriva da studi e ricerche qualificati condotti su popolazioni esposte, possiamo comprendere l’importanza che riveste la loro considerazione in altri tipi di edifici quali le scuole, gli ospedali, gli asili, le case di riposo per anziani, ove è fondamentale assicurare un livello di biocompatibilità ancora superiore.

E’ auspicabile dunque che, oltre ai privati, primi difensori della loro salute, si orientino in questa direzione anche i Comuni, introducendo negli strumenti urbanistici (Piano Regolatore, ecc.) ed igienico-edilizi, quelle procedure, norme e raccomandazioni necessarie e tutelare al meglio la salute dei cittadini ed a favorire interventi edilizi per quanto possibile rispettosi dell’ambiente.

DIRETTIVE E REGOLAMENTI COMUNITARI

In merito, significativi passi avanti sono stati fatti in alcune città europee e la stessa Unione Europea ha emanato negli ultimi anni direttive e regolamenti comunitari nel settore dell’igiene, della salute e dell’ambiente, in campo edilizio e non solo.

In risposta ai problemi evidenziati, la procedura bioecologica prevede sempre, come analisi preliminare in caso di nuovo progetto o di verifica di un ambiente già costruito, l’esecuzione di una “analisi energetica del sito” al fine di definire i valori relativi ad una serie di fonti di inquinanti o di disturbo eventualmente presenti (inquinamento elettromagnetico, radon e radioattività, indagine geobiologia e geobiofisica), il cui grado di pericolosità è stabilito in riferimento alle soglie di attenzione desunte da ricerche mediche e studi statistici eseguiti ,da parte di organi competenti (OMS, EPA, ecc.), nonché dalle raccomandazioni proposte dalle associazioni di bioarchitettura.

Successivamente dovranno essere presi in considerazione alcuni aspetti di carattere progettuale e costruttivo, finalizzati a ridurre l’impatto della costruzione e della sua gestione sull’ambiente nonché a creare le migliori condizioni di vivibilità e salubrità possibili. Eccone una rassegna:

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