ELETTROSMOG - I CAMPI ELETTROMAGNETICI A BASSA ED ALTA FREQUENZA

 

ELETTROSMOG   -   I CAMPI ELETTROMAGNETICI A BASSA ED ALTA FREQUENZA

 

'La presenza di perturbazioni elettromagnetiche e' ormai ubiquitaria. Ambienti di vita, di lavoro, di svago e gli stessi mezzi di trasporto sono disseminati di sorgenti piu' o meno potenti di campi elettromagnetici (CEM): dai materiali di arredo che si caricano elettrostaticamente, agli elettrodotti, impianti elettrici ed apparecchiature, fino alle emittenti radio-televisive, ai telefoni cellulari, ai forni a microonde, ai radar.

   Campi elettrici e magnetici, che fanno parte delle radiazioni non ionizzanti, sono costantemente prodotti da cavi di trasporto dell'energia elettrica, stazioni di trasformazione, impianti elettrici, elettrodomestici e qualsiasi altra apparecchiatura collegata alla rete di distribuzione.

   Mentre i campi elettrici sono schermati facilmente dalle strutture e da particolari tipi di cavi, i campi magnetici attraversano invece senza subire sostanziali modifiche i vari materiali da costruzione, risultando cosi' praticamente non schermabili.

   Sulle radiazioni non ionizzanti (NIR), a partire dai campi statici, alla frequenza di rete (50 Hz) alle radiofrequenze e microonde, la letteratura medico-scientifica riguardante tutti i possibili effetti fisiologici e i danni alla salute umana, conta ormai migliaia di studi.

   L'esposizione a CEM puo' evidenziarsi nell' alterazione del metabolismo e di tutti i sistemi biologici del corpo e le patologie riscontrate possono essere le seguenti: "cefalee, stati di irritabilita' e disturbi del comportamento (aggressivita'); disturbi del sonno; astenia (perdita di vitalita' e abbassamento della capacita' di concentrazione); riduzione dell'attivita'' sessuale; inappetenza e disturbi cardiovascolari; dolori toracici; alterazione del ciclo mestruale; diminuzione della pressione arteriosa; disturbi del sistema nervoso centrale; radiodermiti; opacita' del cristallino e lesioni alla retina, all'epitelio, alla cornea; lesioni ai testicoli e alterazioni

alla spermatogenesi; alterazioni endocrinologiche, del sistema sanguigno ed immunocompetente; aumento dei rischi di leucemia; aberrazioni cromosomiche, cellulari ed infracellulari; anomalie a carico del DNA; aborti e malformazioni dei feti; invecchiamento precoce". Ovviamente i rischi vanno rapportati sia alla durata che all'intensita' di esposizione cui si e' sottoposti. ... .

.L'abitazione, nella sua accezione piu' ampia, si puo' considerare una struttura atta a proteggere e riparare l'uomo (nonche' i suoi "utensili" e derrate) dagli agenti atmosferici avversi, difendendolo altresi' da animali e altri fattori che possano danneggiarlo.

Non dimentichiamo, inoltre, che negli ambienti confinati (casa, lavoro, svago e mezzi di trasporto), noi trascorriamo dal 90 al 95 % della nostra vita.

Questo ci impone un serio e piu' attento approccio alla qualita' delle abitazioni sia in funzione del sostanziale ed essenziale ruolo che rivestono nel nostro vivere, sia in funzione dell' impatto sanitario ed ambientale che possono avere a causa di tipologie, materiali e impianti utilizzati.

La casa nell' ottica bioecologica e' sovente definita come "terza pelle", dopo l' epidermide (prima pelle) e i vestiti (seconda pelle). Questo per sottolineare l' importanza di due aspetti fondamentali:

 

1) la "traspirazione". L' involucro casa deve permettere lo scambio gassoso (vapore d' acqua, ricambi d' aria) tra interno ed esterno. Non devono esserci (salvo situazioni particolari) "barriere vapore" o chiusure a tenuta stagna:  la casa deve respirare.

 

2)  la "trasparenza".  A parte gli agenti atmosferici indesiderati, verso i quali deve costituire un riparo, la casa deve essere il piu' possibile trasparente a tutti quei parametri fisici presenti nella biosfera e di cui cominciamo solo ora a riconoscerne l' importanza a livello biologico. La sua struttura e i suoi materiali dovranno quindi evitare di schermarci o di alterare le caratteristiche dell' ambiente naturale'.

 

Queste sono parole dell'arch. Gianfranco Carignano di Rivoli, cui devo molto in questo campo, uno tra i primissimi divulgatori in Italia dell'Architettura Bioecologica e di tutto quanto e' compreso sotto questa definizione.

Ritornando all'argomento principale, la casa e' nata appunto come una struttura utile al riparo, alla protezione ma che non e' tale quando si parla di campi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza anche perche' ai giorni nostri spesso i disturbi provengono direttamente dall'interno delle nostre abitazioni.

Innanzitutto e' necessario specificare che i campi elettromagnetici (CEM) alle varie frequenze sono originati da diverse fonti e cioe' tutto quanto funziona tramite l'energia elettrica, siano essi apparecchi domestici, industriali, di trasmissione o altro.  

 

CAMPI EM A BASSA FREQUENZA

La corrente elettrica domestica a 230V e' definita corrente alternata a 50Hz cui si deve aggiungere l'acronimo inglese ELF che sta per Extremely Low Frequences, frequenze estremamente basse, cosi' come si intuisce dalla figura 1 che riporta l'estensione dello Spettro Elettromagnetico.

La sua circolazione nei cavi di distribuzione, dall'elettrodotto ad alta tensione all'impianto elettrico casalingo, produce la manifestazione di due campi, uno elettrico e uno magnetico.

 

 

 

 

 

Figura 1 -Lo Spettro Elettromagnetico

 

 

 

 

 

Entrambi hanno delle particolarita' fisiche che li caratterizzano, ma quella che piu' interessa e' questa: mentre il campo elettrico nella sua espansione spaziale se incontra un ostacolo, ad esempio come un muro, non e' in grado di attraversarlo e si addossa ad esso, il campo magnetico non si comporta con altrettanta discrezione e passa oltre, attraversa qualsiasi materiale da costruzione, diffondendosi negli ambienti fino a quando il suo valore di intensita' non arriva allo zero e questo dipende dalla potenza di origine del campo.

Per inciso forse e' per questo motivo che da qualche tempo in Germania quando si progetta un'abitazione in condominio o villette a schiera, le pareti -attrezzate' di bagni e cucine per vari utilizzatori (lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie, piccoli elettrodomestici, eccetera) non possono confinare assolutamente con le camere da letto degli alloggi confinanti e che, se un proprietario misura nella sua zona notte dei valori di CEM eccessivi che sono prodotti dal vicino, quest'ultimo e' costretto a prender provvedimenti tali da far diminuire o eliminare l'inquinamento da lui causato.

Un accenno ora ad altre caratteristiche del Campo Elettrico e Magnetico Alternato a 50Hz.

 

CAMPO ELETTRICO:

-  si misura l- intensita' di campo elettrico (ELF) a potenziale fluttuante;

- si misura la tensione elettrica del corpo inserito nel campo ('accoppiamento capacitivo' secondo Fischer) ed eventualmente della frequenza (analisi dello spettro).

- Fonti o elementi determinanti: tensioni elettriche alternate causate da elettrodotti, stazioni di trasformazione, apparecchiature, cavi, impianti elettrici e utilizzatori di ogni tipo, industriali e domestici.

- Unita' di misura: V/m; mV; Hz.

- Range: 50 Hz ed eventuali armoniche fino a 10.000 Hz.

- Soglia di attenzione o livello di riferimento:

per le persone elettrosensibili e per i bambini la soglia da non superare e' di 1 V/m.

per le abitazioni comprese le aree dei letti si fa riferimento al valore di 5 V/m suggerito dall'istituto Maes.
Il campo elettrico a 50 Hz e' relativamente meno dannoso poiche'  nell'organismo agisce a livello piu' superficiale, sulla muscolatura e sullo strato connettivo mettendoli in tensione, ma non riesce ad influire a livello cellulare. Si assiste pero' a un dilagare della sindrome da elettrosensibilita' con casi anche molto acuti per cui i valori ritenuti ottimali per la media della popolazione risultano invece gia' molto dannosi per queste persone
.  (fonte: HSA, Rivoli -TO-)

 

CAMPO MAGNETICO:

- misura e monitoraggio (> 1 h) dell'intensita' di flusso magnetico vettoriale (ELF), determinazione dell'andamento delle linee di campo ed eventualmente della frequenza (analisi dello spettro).

- Fonti o elementi determinanti: correnti elettriche alternate causate da elettrodotti, stazioni di trasformazione, apparecchiature, cavi, impianti elettrici e utilizzatori di ogni tipo, industriali e domestici.

Unita' di misura:  uT, nT, G, A/m.

 

 

 

- Soglia di attenzione o livello di riferimento:

per le persone elettrosensibili o i bambini si fara' riferimento pero' al valore limite di 0,02 microtesla indicato per le zone-letto dall'Istituto Maes.
Per le aree dei letti l'assenza di campo magnetico tecnico alternato ad intensita' normalmente misurabili e' considerata la situazione ottimale poiche' recenti ipotesi scientifiche sul funzionamento della membrana cellulare (prof. Emilio Del Giudice) indicano una possibile nocivita' del CM a 50 Hz anche per intensita' molto basse, a partire da 0,02 microtesla.
Per le altre zone delle abitazioni il valore massimo e' di 0,05 microtesla, valore di soglia che rappresenta nella realta' il migliore compromesso raggiungibile con la necessita' di essere dotati di impianto elettrico e di elettrodomestici.

Per gli  ambienti di lavoro si fa riferimento al valore massimo di 0,1 microtesla, soglia proposta dal prof. Wolfgang Maes e utilizzata dagli Istituti di Bioarchitettura tedeschi.

 (La soglia di 0,2 microtesla, basata sulle indicazioni del Karolinska Institute di Stoccolma -l'Istituto che assegna i Premi Nobel-, e' ritenuta troppo elevata per una reale salvaguardia della salute, soprattutto per i bambini. (fonte: HSA, Rivoli -TO-)

 

CAMPI EM AD ALTA FREQUENZA

 

Sono ad alta frequenza (vedi figura 1) i campi elettromagnetici prodotti da tutte le teletrasmissioni che siano radio, TV, telefonia mobile oppure da forni a microonde, radiocomandi, radar civili e militari, ponti radio ormai onnipresenti, dal territorio alle case di abitazione.

 

- Misura e monitoraggio (> 1 h) del livello di disturbo em e/o dell' intensita' di campo elettrico o magnetico o della densita' di potenza irradiata ed eventuale analisi dello spettro.

- Fonti o elementi determinanti: emittenti radio-televisive, radar civili e militari, rete per telefonia cellulare, televisori e videoterminali, forni a microonde, apparecchiature e lavorazioni industriali, radiocomandi, lampade, ecc.

Unita' di misura: mV; V/m, A/m, W/cmq.

Range: 300 KHz - 300 GHz.

 

Si dividono in campi non-pulsati (radiofrequenze e micro onde) e campi pulsati (cordless DECT e Wi-Fi) molto piu' nocivi.

Inoltre abbiamo due diverse indicazioni, una per le abitazioni in generale e per i posti di lavoro, e una per le zone dove sono i letti.  L'Istituto Maes ha introdotto anche una diversa indicazione tra le persone adulte sane e i bambini e le persone elettrosensibili.

 

a) Campi non pulsati (RadioFrequenze, MicroOnde, antenne trasmittenti radio TV e radiobase per la telefonia)

Per le persone elettrosensibili o i bambini il valore limite e' di 0,02 V/m (dieci volte inferiore alla soglia massima).

Per le aree dei letti si fa riferimento al valore limite di 0,14 V/m riportato nelle "Guidelines SBM 2008" indicate dal

ricercatore tedesco W. Maes.

Per le altre zone delle abitazioni si fa riferimento al valore limite di 0,20 V/m indicato come soglia dalle piu' recenti ricerche indipendenti svolte dal neozelandese prof. Neil Cherry come limite ultimo di precauzione per la salute. Di conseguenza si giudica essere assolutamente troppo elevato per una vera salvaguardia della salute il limite di 6 V/m del Decreto Legge 381 del 10/09/1998 e non vi si fa alcun riferimento. Analogamente per l'Ordinanza Federale Svizzera che pone la soglia a 5 V/m.

b) Campi pulsati (radar, UMTS, w-lan, cordless DECT, Wi-Fi, wireless, ecc.)
Per persone elettrosensibili e bambini: il valore limite e' di 0,1 microWatt/m2 (nessuna anomalia "Guidelines SBM 2008") = 0,006 V/m

Per le aree dei letti: il valore limite e' di 1 microWatt/m2  = 0,02 V/m

Per le altre zone delle abitazioni: il valore limite e' di 5 microWatt/m2 (debole anomalia 0,1a'5 W/m2 "Guidelines SBM 2008") = 0,04 V/m

 

Normalmente i valori di soglia adottati dalle varie normative sono frutto di compromessi con gli interessi dei gestori dei servizi che si avvalgono di queste emissioni e hanno poco o niente a che fare con la reale prevenzione delle patologie. Qui si fa riferimento ai valori di soglia indicati dal ricercatore tedesco W. Maes che sono utilizzati nella Bioarchitettura tedesca (IBN).

 

 

Pagina sui CEM esplicativa e chiara anche sugli effetti sanitari:

http://62.149.225.97/sanpancrazio/elettrosmog/concetti-di-elettrosmog/principali-sorgenti-artificiali

 

 

 

 

 

 

BAMBINI A RISCHIO OBESITA' PER COLPA DEL WI-FI

 

Wi-Fi e forni a microonde dannosi per la salute di bambini e nascituri

31 luglio 2012 12:39 Claudio Schirru

Lo afferma il Codacons che, in base ai risultati di una recente analisi, chiede di fermare la corsa alle installazioni nei luoghi pubblici per ridurre il rischio obesita' infantile causata dalle onde elettromagnetiche.
Un allarme non ancora del tutto confermato, ma che spinge l'associazione consumatori a chiedere azioni preventive nei confronti dei possibili effetti nocivi del wireless.
La richiesta del
Codacons e' percio' di arginare la crescente ondata di installazioni di punti Wi-Fi nei luoghi pubblici delle citta' italiane, in attesa del definitivo parere del panorama scientifico in merito alla ricerca sugli effetti delle onde elettromagnetiche sull'obesita' infantile: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, l'esposizione in utero a campi magnetici relativamente forti, come quelli generati dai forni a microonde o dai dispositivi Wi-Fi, aumentano il rischio di obesita' nei bambini.
Per i ricercatori vi sarebbe una crescita del 50% dei bambini obesi per le mamme che hanno avuto una esposizione media e dell'84% in caso di esposizione alta.
Per il Codacons questo studio dimostra che i campi elettromagnetici hanno comunque degli effetti negativi sull'uomo e in particolare sul nascituro.
Asili, scuole, parchi, ospedali e biblioteche sono indicati dall'associazione come zone in cui va assolutamente fermata la procedura di installazione di hot spot Wi-Fi poiche' piu' soggetti alla frequentazione di bambini e donne incinte.
Le richieste del Codacons sollevano pero' alcuni dubbi legati innanzitutto ai dati disponibili, riferiti a un'unica ricerca e quindi insufficienti da soli a dimostrare con assoluta certezza il collegamento con l'obesita' infantile.
Il secondo dubbio in merito all'azione del Codacons riguarda la sua stessa richiesta di stop in via preventiva alle installazioni Wi-Fi nei luoghi pubblici, salvo poi non indicare alcuna contromisura con riferimento all'utilizzo di forni a microonde, pure indicati dall'associazione consumatori come fonte di pericolo al pari dei punti internet senza fili.
Fonte: Webnews | Nature

 

 

 

L'OMS CONFERMA CHE I CELLULARI PRODUCONO UN RISCHIO DI TUMORE AL CERVELLO

L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS) conferma che l'uso prolungato del cellulare aumenta il rischio di tumore al cervello

Sono gia' molti gli studi che lo confermano, ma la notizia sta nella fonte di tali affermazioni: l' OMS. Infatti un dettagliato rapporto dell'Oms ha evidenziato che l'uso prolungato dei telefoni cellulari provoca un significativo aumento del rischio di tumore al cervello.

L'indagine dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' ha analizzato studi compiuti su 12.800 persone in 13 paesi, e ha scoperto che il rischio di cancro, in particolare di glioma, il piu' frequente tumore cerebrale, aumenta notevolmente dopo un uso del telefonino di oltre dieci anni. Un dato confermato da sei degli otto studi vagliati, promossi da Interphone. La coordinatrice dell'indagine Oms, Elisabeth Cardis, specifica che alla luce di questi studi si dovrebbero varare delle norme piu' restrittive per l'uso dei cellulari da parte dei bambini e degli adolescenti.
I consigli per limitare l'effetto deleterio sul cervello delle radiazioni emesse dal telefonino sono principalmente tre:
1) inviare sms piuttosto che telefonare;
2) utilizzare l'auricolare tenendo il telefono piu' lontano possibile;
3) evitare di telefonare se il segnale e' debole.

Lo studio, costato oltre 20 milioni di sterline, sara' pubblicato da un giornale scientifico; l'uscita e' ritardata perche' c'e' disaccordo tra i ricercatori in merito alla chiave di lettura da usare rispetto ai dati dell'indagine.
Se si conferisce allo studio un elemento di allarme riferendosi a un uso intenso del cellulare per un periodo di dieci anni qualcuno potrebbe affermare che un uso non eccessivo e non troppo prolungato nel tempo non comporterebbe rischi per la salute. Ma questa sembra non essere affatto una certezza.

Fonte: sanitanews.it

 

 

LA RECENTE DICHIARAZIONE DELL'OMS CONFERMA LO STUDIO SVEDESE SUGLI EFFETTI DEL CELLULARE SUL NOSTRO CERVELLO:
VIENE MODIFICATA LA CONCENTRAZIONE DI UNA PROTEINA PROTETTIVA

Per la prima volta misurata una modificazione biologica nel liquido cefalorachidiano associata all'uso prolungato di telefoni wireless (Lapresse).

da: CORRIERE - Le notizie di Corriere.it

Un nuovo studio condotto in Svezia rileva un cambiamento biologico in seguito all'esposizione prolungata ai dispositivi senza fili. Per la prima volta misurata una modificazione biologica nel liquido cefalorachidiano associata all'uso prolungato di telefoni wireless.

 

MILANO - Per ora l'unico dato certo e' che producono un effetto biologico sul nostro cervello. Non e' ancora chiaro se cio' comporti anche dei rischi, ma e' comunque consigliato di usare con la massima accortezza (e tutte le precauzioni del caso) telefonini e altri dispositivi senza fili.

GLI EFFETTI - Da uno studio condotto dall'Universita' di rebro in Svezia e' emersa una forte correlazione tra l'uso di cellulari e cordless e una proteina contenuta nel liquido cefalorachidiano, responsabile tra le altre cose di proteggere il cervello dalle influenze esterne. L'utilizzo intenso di dispositivi wireless tende a far crescere il livello di questa proteina (la transtiretina) nel sangue.

PRUDENZA - I ricercatori consigliano ancora prudenza nell'interpretazione di questi dati. Non e' del tutto chiaro se l'aumento della proteina debba essere considerato un segnale di rischio per la nostra salute. Ad ogni modo, c'e' ora evidenza scientifica che i cellulari producono un cambiamento biologico nel nostro cervello che, per auto-difendersi dal flusso costante di segnali wireless, tende a produrre in quantita' maggiore transtiretina.

MAL DI TESTA - Una seconda parte dello studio si e' focalizzata anche sui sintomi che bambini e adolescenti associano all'uso regolare dei cellulari. Sono stati rilevati mal di testa, disturbi asmatici e problemi di concentrazione. Anche in questo caso, pero', e' ancora troppo presto per arrivare a delle conclusioni: e' necessario svolgere ulteriori accertamenti per escludere la presenza di altri fattori.

PRECAUZIONI - In attesa di avere dati piu' certi sui rischi, e' comunque consigliabile adottare alcune precauzioni. Solo il 2% dei bambini e degli adolescenti, ad esempio, utilizza gli auricolari. Il che e' preoccupante - sottolineano i ricercatori svedesi -. Non sono stati ancora chiariti gli effetti sul lungo periodo dell'esposizione alle onde elettromagnetiche. Al momento si prende in considerazione solo il riscaldamento prodotto dai cellulari (il cosiddetto "effetto termico"). Ma potrebbero esserci altri fattori indipendenti dal riscaldamento di cui potremmo renderci conto solo dopo molti anni.

Nicola Bruno

12 novembre 2009 RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

riferimenti web:

http://it.wikipedia.org/wiki/Transtiretina

http://www.sciencedaily.com/releases/2009/11/091111121251.htm http://www.corriere.it/salute/dizionario/cefalorachidiano_liquido/index.shtml

http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/11/12/TELEFONINO_b1--180x140.jpg

http://images.corriere.it/images/box_lettura_preload.gif